Homepage 2017-08-13T20:52:41+00:00

L’Abbazia di San Benedetto in Alpe

La nascita del paese di San Benedetto in Alpe si lega inscindibilmente alla vita dell’Abbazia e del Monastero che possiamo far risalire già al X secolo come sviluppo di un preesistente nucleo di eremiti qui presenti forse già dal IX secolo. Attorno al complesso abbaziale sono state costruite le prime strutture: questo primo nucleo aveva il nome di Biforco, un toponimo derivante dal suo essere situato all’incrocio dei torrenti Troncalosso, Acquacheta e Rio Destro.

L’Abbazia sorge oggi in posizione sopraelevata rispetto all’abitato moderno in un contesto paesaggistico di grande valore ambientale. La presenza dei monaci benedettini in questa zona si ricollega al processo di evangelizzazione dell’Alta Romagna, una presenza favorita anche dall’ottima posizione geografica della vallata, attraversata dall’antica strada che conduceva in Toscana.

Nel primo ventennio del XI secolo San Romualdo di Ravenna, fondatore nel 1012 del monastero di Camaldoli, portò la sua disciplina in questa Abbazia.

Tra i personaggi famosi passati di qui ricordiamo Dante Alighieri, che sostò presso l’Abbazia nel viaggio di trasferimento verso Forlì provenendo dalla Badia di San Godenzo dove, l’8 giugno del 1302, si erano adunati in  un convegno i Ghibellini e i Guelfi Bianchi. Fu proprio in questo viaggio che Dante rimase colpito dalla bellezza e dal fragore della cascata dell’Acquacheta, al punto da paragonarne il frastuono a quello del fiume infernale nel canto XVI dell’Inferno. Giovanni Boccaccio che vi si recò per commentare l’Inferno di Dante e il poeta Dino Campana nel suo peregrinare verso il Falterona e la Verna provenendo da Marradi.

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